Geografia della pirateria somala

Geografia della pirateria somala

maggio 2009
Eyl

È la cosiddetta capitale dei pirati. Situata nell’autoproclamato stato del Puntland, a est della Somalia, è il porto dove vengono condotte le navi sequestrate. La vita della cittadina è notevolmente cambiata da quando sono cominciati i sequestri: auto di lusso, case faraoniche, belle donne. C’è anche chi si arricchisce allestendo dei ristoranti che preparano da mangiare per gli equipaggi delle navi occidentali sequestrate.

Yemen

Un certo numero di pirati sono visti saltar fuori dalle coste di questo stato, che si affaccia sul golfo di Aden, ma non si sa ancora con certezza se hanno là le loro basi. È certo che i pirati si sono impadroniti di barche da pesca yemenite, e si sono serviti di queste per trarre in inganno gli equipaggi delle navi da assaltare. È pure appurato che è nello Yemen che i pirati si riforniscono delle loro armi pesanti, in particolare dei lancia-granate.

Etiopia

È un altro punto di rifornimento per le armi dei pirati, soprattutto di quelle leggere, come i mitragliatori AK-47 (i kalashnikov). Il regime etiopico ha rifornito di armi le milizie somale per rovesciare il regime fondamentalista delle cori islamiche, ma molte di queste armi sono finite in vendita al mercato nero.

Londra

Capitale mondiale dell’industria marittima, Londra è la casa di avvocati, negoziatori, intermediari, società di sicurezza private, che si propongono di aiutare gli armatori a ritornare in possesso delle loro navi sequestrate. Consulenti assicurativi aiutano a discutere il prezzo del riscatto, mentre mediatori segreti si premurano di individuare i canali per far arrivare il denaro ai pirati.

Francia

È la nazione che guida il fronte di coloro che hanno scelto una risposta energica contro gli attacchi dei pirati. Negli anni passati la marina di guerra francese ha catturato una settantina di pirati somali,e ne ha uccisi 3.

Dubai

L’emirato ospita una folta comunità somala, e ricchi uomini di affari sono sospettati di aver finanziato i pirati, per mezzo del sistema informale islamico della Hawala. Essi hanno fornito ai pirati le attrezzature: i veloci motoscafi e gli strumenti GPS. Ma c’è chi pensa che oramai i pirati non hanno più bisogno di loro, perché hanno risorse sufficienti per autofinanziarsi.

Kenya

In Kenya si stanno processando un certo numero di pirati, attualmente detenuti nelle sue carceri. Parecchie delle navi sequestrate erano dirette, o provenivano, dal porto keniano di Mombasa. Incluse navi che trasportavano aiuti alimentari alla popolazione civile della Somalia.

Mogadiscio

È la capitale di una nazione che è senza un governo effettivo dal 1991. Gli estremisti islamici stanno combattendo per rovesciare un governo molto debole, ma riconosciuto dalla comunità internazionale. L’anarchia e i combattimenti di terra si sono ora propagati anche alle acque circostanti la Somalia. Mogadiscio ospita anche un vasto mercato di armi.

Oceano Indiano

Ogni anno 22.000 navi passano attraverso il Golfo di Aden, provenienti o diretti all’Oceano Indiano, trasportando l’8% del commercio mondiale. Da quando la pirateria si è intensificata, 9 stati hanno inviato la loro marina di guerra per pattugliare la regione. Ma è un compito estremamente difficile, a causa della vastità dell’area nella quale operano i pirati.

6-05-2009

Approfondimenti:


- Somalia: una nazione senza stato, uno studio di Civiltà Cattolica somalia nazione senza stato.pdf

- Altri articoli sulla Somalia nel nostro sito:

Somalia: Le sfide del nuovo governo
Eyl, la città del pirati
I cristiani somali costretti a emigrare

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