Nigeria:in fuga dagli scontri ribelli-esercito

Nigeria:in fuga dagli scontri ribelli-esercito

maggio 2009
Migliaia di rifugiati da un’area remota di uno stato nigeriano produttore di petrolio stanno fuggendo dai combattimenti tra i militari e i ribelli. Dormono nelle paludi e hanno paura di tornare a casa loro. Il giornalista della BBC, Andrew Walker, è riuscito a raggiungere la zona e parlare con alcuni abitanti.

Quando gli elicotteri militari hanno sorvolato la piccola città di Oporoza nella regione del Delta del Niger, la diciannovenne Happiness Michael aveva appena partorito il suo bambino. Stando alle molte testimonianze, dall’elicottero le armi hanno cominciato a sparare sulla folla che si era radunata per celebrare una festa del villaggio, e hanno colpito con razzi e mitragliatrici.

Nascosti per cinque giorni in foresta, senza cibo

“Ho visto le bombe, il fuoco e gli spari e siamo fuggiti”- ha raccontato la ragazza alla BBC. L’assalto di venerdì scorso è stato l’inizio di sei giorni di campagna da parte delle Forze Speciali dell’Esercito Nigeriano (JTF), che si occupa della sicurezza nel Delta del Niger combattendo gli attivisti del petrolio. L’azione militare nella regione, sede di molte industrie petrolifere nigeriane, continuerà ancora.

Happiness ha preso il suo bambino e ha cominciato a correre all’interno della foresta paludosa insieme ad altre migliaia di persone. Hanno dormito in foresta per cinque notti, prima di raggiungere Warri, la capitale dello Stato del Delta.

"Scappavo e urlavo, urlavo fino a rimanere senza fiato”.

Il giornalista della BBC li ha trovati mentre, in un gruppo di circa 150 donne e bambini, forzavano le transenne di un negozio, cercando qualcosa da mangiare. Le persone anziane e i figli maggiori, sono ancora in foresta, terrorizzati dai militari. Altre centinaia, più probabilmente migliaia di rifugiati, sono sparpagliati nelle foreste e nelle paludi intorno all’area colpita. Soltanto pochi fortunati sono riusciti a trovare rifugio nelle case di parenti a Warri.

Atri ancora sono stati uccisi dai militari appena hanno varcato la zona dove si svolge l’operazione. “Molti sono morti, sono morti. Finiti!”- ha detto Alice Christopher. “Mentre cadevano le bombe ci siamo dispersi. Io urlavo, urlavo fino a rimanere senza fiato”.

Ci sono due versioni di quanto è accaduto venerdì a Oporonza, nel Regno di Gbaramatu nello Stato del Delta. Il Mend, il Movimento per l’Emancipazione del Delta del Niger, sostiene che i militari hanno lanciato un attacco non provocato su un campo di militanti nella zona fluviale, ad est della capitale. L’esercito afferma, invece, che ad una delle sue pattuglie è stata tesa un’imboscata. I militari fanno terra bruciata attorno a loro, con lo scopo di ritrovare 15 ostaggi rapiti da una petroliera alcuni giorni fa. Cercano inoltre 12 loro compagni, dispersi durante una missione.

I militari bruciano sistematicamente i villaggi

Le persone fuggite a Warri dicono che i militari bruciano sistematicamente i villaggi, ma l’esercito nega. È impossibile verificare cosa succeda nella zona, perché i militari non lasciano passare nessuna imbarcazione. Ed è anche impossibile sapere quanti siano i morti.

Il capo del Regno di Gbaramatu, Alfred Bubor, 76 anni, si è salvato soltanto perché in quel momento non stava partecipando alla festa annuale, ma è stato gravemente ferito: “Ho visto il pilota dell’elicottero, c’erano migliaia di proiettili che volavano intorno”.

Il Comandante del commando dell’esercito, Generale Sarkin Yakin Bello, ha detto ai giornalisti che i militari erano sulle tracce dei ribelli fedeli al Comandante del Mend, soprannominato “Government Tompolo”, e che gli elicotteri sparavano su una casa in cui Tompolo ospitava i suoi uomini. Tompolo è fuggito ed è lui che stanno ancora cercando. I militari dicono che hanno sequestrato in questa casa un vero arsenale da guerra.

Foto Irin: ribelli della regione petrolifera della Nigeria
26-05-2009

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