Vera Chirwa. La mia lotta contro le ingiustizie

Vera Chirwa. La mia lotta contro le ingiustizie

ottobre 2009
vera chirwa«Ha superato ostacoli e minacce con forza e determinazione. È una persona straordinaria, come la storia che essa stessa incarna». Così ha affermato Malcolm Smart, responsabile di Amnesty International, commentando la vita di Vera Chirwa, donna da anni impegnata a difendere i diritti umani, non soltanto nel suo Paese d’origine, il Malawi.

All’epoca si chiamava ancora Nyasaland quando nel 1932 nacque Vera Mlangazua Chirwa. Ebbe la fortuna, grazie a genitori lungimiranti, di frequentare la scuola, prima a Livingstonia, poi a Blantyre, riuscendo a diventare la prima donna avvocato del Malawi. La professione e il matrimonio con Orton Chirwa, insegnante e attivista politico, erano già scelte che denotavano una profonda determinazione sociale, poi espressa apertamente negli anni successivi.

Dopo l’indipendenza del Malawi, nel 1964, Vera e il marito, divenuto ministro della Giustizia, si opposero fermamente all’autocrazia imposta da Hastings Kamuzu Banda (ininterrottamente al potere dal 1966 al 1993). Furono costretti all’esilio a causa del loro impegno politico, essendo entrambi critici della politica autoritaria di Banda. In Zambia, furono arrestati e imprigionati in celle separate, con l’accusa di alto tradimento. La sentenza che inizialmente prevedeva la pena di morte venne commutata in carcere a vita.

Durante la reclusione, hanno subito per anni maltrattamenti e spesso torture. Nel 1992, Orton Chirwa morì in detenzione. Vera Chirwa non ha avuto la stessa sorte del marito solo grazie all’intervento di Amnesty International, che con petizioni e azioni mirate sul governo riuscì a ottenere la sua scarcerazione, nel gennaio 1993, dopo 11 anni di prigionia. L’anno seguente ci furono le prime elezioni multipartitiche dopo la lunga dittatura dell’ex presidente Banda.

A favore dei diritti umani

Una volta ritrovata la libertà, Vera ha deciso di dedicarsi totalmente a contrastare le ingiustizie e le drammatiche condizioni carcerarie non solo del Malawi, in qualità di membro della Commissione africana dei diritti dell’uomo e dei popoli. Il suo impegno e le pressioni esercitate a livello governativo sono state determinanti al fine di trasformare il Malawi in uno Stato di fatto abolizionista della pena capitale.
C’è ancora molto da fare dal punto di vista giudiziario, soprattutto per quanto riguarda la tutela dei diritti umani e le condizioni
delle carceri, ancora troppo sovraffollate. Nonostante i suoi 77 anni, Vera Chirwa è ancora molto attiva, attraverso il lavoro di copertina del libro autobiograficoWomen’s Voice, associazione impegnata nella rivendicazione dei diritti delle donne, in particolare delle vedove, di cui è presidente. Inoltre, è a capo del Malawi Centre for Advice, Research and Education on Rights (Malawi CARER), organizzazione no profit che difende diritti umani, attraverso progetti di educazione, assistenza legale e monitoraggio degli abusi.

Nel 2004, ha ricevuto una calorosa accoglienza al Congresso mondiale contro la pena di morte organizzato a Montréal e sempre in quell’anno, decise di presentarsi alle elezioni presidenziali come indipendente, senza sostegno o affiliazione di alcun partito politico, volendo così sottolineare la sua posizione differente rispetto all’orientamento politico sinora emerso nel piccolo stato del Malawi. Non è stata eletta, malgrado le numerose manifestazioni di sostegno provenienti anche dalla comunità internazionale.

Nel 2007, è uscita la sua autobiografia, Fearless Fighter (Zed Books) – pubblicata in collaborazione con Amnesty International e il Danish Institute for Human Rights – da cui emerge non solo la sua incredibile determinazione nell’affermare i diritti civili in Africa, ma anche la consapevolezza che è possibile abolire le ingiustizie credendo fermamente nel bene comune e nei principi di solidarietà.

Silvia Turrin

14-10-2009



SMA, via Borghero 4 - 16148 Genova - info(at)missioni-africane.it - Web Design & CMS RossiWebDesign/Siti Web Genova