Madagascar: S.O.S. lemuri

Madagascar: S.O.S. lemuri

novembre 2009
È ormai da mesi che in Madagascar la situazione politica è instabile, dopo le dimissione, il 17 marzo, dell’ex presidente Marc Ravalomanana, a seguito delle quali è avvenuto il colpo di Stato di Andry Rajoelina. Lo scompiglio istituzionale sta avendo ripercussioni non solo a livello socio-economico, ma anche ambientale.

Negli ultimi anni, i lemuri dell’isola sono sempre più minacciati dall’azione umana, ma i pericoli si sono intensificati maggiormente a seguito del caos governativo nel quale è piombato il Paese.
Ne approfittano i bracconieri le cui operazioni di caccia si sono dirette verso questi piccoli primati, la cui carne viene poi venduta a loschi proprietari di ristoranti che offrono alla propria clientela menù alternativi a base di specialità “esotiche”.

Questo crimine ecologico è stato più volte denunciato dalla Conservation International, organizzazione no-profit impegnata a portare avanti battaglie ambientaliste e progetti di tutela della biodiversità. Secondo i suoi rappresentanti la caccia di frodo rischia di accelerare l’estinzione di questa specie endemica del Madagascar, sorta di “micro-continente” africano.
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Il Madagascar presrva forme di vita scomparse nel resto del pianeta

Infatti, questa grande isola ‒ distaccandosi dal Gondwana oltre 120 milioni di anni fa ‒ ha seguito un processo evolutivo diverso rispetto alle altre terre emerse, grazie al suo lungo isolamento geografico. Ciò ha permesso di preservare forme viventi scomparse nel resto del nostro pianeta, come i lemuri, che abitano soltanto le foreste malgasce e delle Isole Comore. La loro scomparsa non solo sarebbe una gravissima perdita a livello di biodiversità, ma potrebbe avere anche altre ripercussioni.

Ricerche recenti, tra cui quella condotta dal biologo statunitense Chris Birkinshaw all’interno della Riserva di Lokobe, sull’isola di Nosy Be, hanno dimostrato come i lemuri svolgano l’importante funzione di disperdere i semi di ben il 54% delle specie arboree presenti nell’area.

Una tesi suffragata anche dalle indagini del primatologo tedesco Joerg Ganzhorn, effettuate nelle foreste occidentali del Madagascar. Dagli studi risulta che i lemuri sono gli unici animali, presenti in tutta l’isola, che si nutrono dei frutti di grosse dimensioni. Muovendosi da un posto all’altro, riescono a disperdere i semi di particolari piante che, altrimenti, non riuscirebbero facilmente a propagarsi.

I lemuri contribuiscono alla rigenerazione della foresta

ab-091122 madagas lemuriGrazie dunque a questi primati, le foreste hanno una maggiore capacità di rigenerarsi. La loro importanza non deriva solo dal fatto che contribuiscono alla diffusione di determinate specie arboree, ma anche da un’altra importante peculiarità. I lemuri hanno infatti conservato caratteristiche simili alle protoscimmie esistenti sulla Terra oltre 50 milioni di anni fa. Analizzarne il DNA ‒ nonché il loro comportamento ‒ potrebbe far luce su molti aspetti sia della loro evoluzione, sia degli adattamenti da loro sviluppati all’interno di un habitat unico.

È stata l’esigenza di adattarsi ad ambienti variegati che ha spinto i lemuri a diversificarsi in differenti specie. Si va dal microcebo murino pigmeo, il più piccolo dei primati con i suoi nove centimetri, all’indri, con una lunghezza variabile dai 90 ai 100 centimetri, che secondo un’antica credenza malgascia, incarnerebbe babakoto, ovvero “l’uomo dei boschi”, padre di tutti i lemuri e progenitore degli uomini. Venerato e rispettato ancora oggi, l’indri è tradizionalmente considerato protettore delle foreste.

Silvia Turrin

22-11-2009

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