Registrare i milioni di "invisibili" al mondo

Registrare i milioni di "invisibili" al mondo

dicembre 2009
Il certificato di nascita è una cosa scontata per molti. Tuttavia ci sono milioni di bambini che nascono ogni anno e non sono mai registrati, privati così dell’accesso all’istruzione, del servizio sanitario e resi più vulnerabili agli abusi. Un progetto internazionale ha cercato in qualche modo di cambiare la situazione, come spiega Penny Spiller della BBC.

L’adolescente togolese Awawou ha passato la sua infanzia impegnandosi per costruirsi un’istruzione. Dopo anni di duro lavoro, e contro ogni attesa, era sul punto di sostenere l’esame finale quando scoprì che non era idonea perché non aveva il certificato di nascita.

I suoi genitori erano morti quando era piccola e non era stata registrata alla nascita. Per Awawou ci volle un anno di lavoro come fattorino per guadagnare i 10 dollari per pagare il certificato di nascita e dare il suo esame. Ora ha diciotto anni e spera di diventare sarta. Awawou è solo una di mezzo bilione di bambini che si stima siano senza certificato di nascita, ogni anno almeno 51 milioni di bambini nati non sono registrati.

Secondo l’Organizzazione dei Diritti dei Bambini, senza registrazione è difficile, se non impossibile, accedere ai servizi fondamentali riguardanti la salute, l’istruzione, il sostegno economico; nega loro la possibilità di votare e di avere assistenza legale.

I bambini senza alcun documento d’identità sono più vulnerabili allo sfruttamento e agli abusi come il traffico di persone, la prostituzione, i matrimoni precoci, i bambini soldato. Grazie al progetto internazionale Registrazione della Nascita Universale (UBR), negli ultimi cinque anni, qualcosa è cambiato per quaranta milioni di persone, in trentadue paesi.

Esperti da tutto il mondo, appartenenti a organizzazioni governative e non, a università, si sono riuniti a Londra per una conferenza per riflettere sul lavoro svolto e valutare come continuare. “Lo scopo della conferenza è duplice” ha detto Nadya Kassam a capo del gruppo del progetto. “ Quello cui puntiamo è formare praticamente delle persone che imparino le procedure pratiche per la registrazione delle nascite. Vogliamo che capiscano cosa facciamo e che lo ripetano. E non è finita. Ci sono ancora milioni di bambini, ogni anno, che non sono registrati. Vorremmo arrivare a registrare la nascita di tutti. Questo potrà realizzarsi dando a chi se ne occupa le risorse, la tecnologia e la formazione”.

Nathalia Ngende ha collaborato a registrare più di 7000 persone in Camerun- inclusi per la prima volta, 300 semi-nomadi del popolo Baku. Ci sono innumerevoli ragioni per cui una persona non è registrata, afferma la signora Ngende, non per ultima l’ignoranza, una mancanza di comprensione delle procedure necessarie o le lunghe distanze per arrivare ad un centro ufficiale di registrazione delle nascite. Molti bambini nelle zone rurali del Camerun possono andare a scuola, anche senza certificato di nascita, sorge però il problema nel momento in cui devono dare gli esami.

“Gli esami possono essere dati solo presentando il certificato di nascita, così molti bambini lasciano la scuola senza alcuna qualifica” spiega la signora Ngende. I bambini, sotto i cinque anni, hanno anche bisogno del certificato per accedere alla campagna di vaccinazione. In caso contrario, senza vaccinazioni, saranno più vulnerabili ed esposti a malattie che sarebbero evitabili, un problema diffuso in Camerun.

Ci sono esempi di creatività: in Tanzania si è avviata la scannerizzazione ottica dei documenti di nascita, morte, matrimonio, affinché anche i villaggi possano avere una copia della registrazione. “Le persone si sono dimostrate creative su come proteggere e conservare i loro documenti” la signora Kassam dice. “ Anche il tetto e le travi sono state usate per tenerli al sicuro”

11-12-2009

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