L’Africa può diventare esportatrice di riso

L’Africa può diventare esportatrice di riso

aprile 2010
Per garantire la sicurezza alimentare dell’Africa e farla diventare un esportatore di riso, è necessario avviare “un vero e proprio Piano Marshall” a favore del settore, coinvolgendo governi e contadini, partner allo sviluppo e aziende.

È la richiesta contenuta nella dichiarazione finale del ‘Congresso del riso africano’, o ‘Africarice’, che si è tenuto nei giorni scorsi a Bamako. Il documento è “caratterizzato da una nota di ottimismo e dal senso di una sfida da affrontare” si legge nella cronaca pubblicata sul sito ufficiale a poche ore dalla conclusione del vertice.

A governi, investitori africani e stranieri sono stati chiesti un maggior impegno nella “formazione” con un aggiornamento dei corsi nelle scuole e nelle università agrarie e “maggiori investimenti per migliorare infrastrutture, macchinari, semi e qualità dei terreni nelle zone di produzione di riso”.

Esperti e produttori hanno evidenziato il ruolo centrale della ricerca per “sviluppare qualità di riso resistenti ai cambiamenti climatici e che diano buoni rendimenti anche su terreni impoveriti”. L’accento è stato anche posto sulle “fondamentali risorse umane”, in particolare i piccoli produttori e le donne, “che giocano un ruolo essenziale nella produzione e nella commercializzazione” del chicco bianco.

Sono stati chiamati in causa governi e organizzazioni economiche regionali del continente: “Devono rafforzare la loro cooperazione – si legge nella dichiarazione di Bamako – armonizzare le leggi sui semi e le tariffe di importazione, istituendo nuovi sistemi di controllo-qualità e creando legami tra settore pubblico e privato per rispondere al meglio alla domanda”.

A Bamako sono emersi dati cruciali sullo stato di salute del settore del riso: prezzi più elevati e più fluttuanti come conseguenza della crisi alimentare del 2008, riserve in crescita e uno stop alle esportazioni di riso da parte dei Paesi africani. Nei prossimi mesi, i prezzi del chicco bianco dovrebbero rimanere alti a causa di raccolti non ottimali, anche in Asia, e di una richiesta crescente sui mercati mondiali.

In Africa, per via della forte crescita demografica, ogni anno la quantità di riso consumata aumenta in media del 6-7%; il continente importa annualmente un terzo del riso esportato a livello mondiale, con un costo di quattro miliardi di dollari nel 2009. Una spesa che, secondo i partecipanti, potrebbe essere impiegata per modernizzare la filiera, intensificare le culture e migliorare la qualità: passi decisivi, questi, verso l’autosufficienza alimentare dell’Africa.

Notizia riportata dall'Agenzia missionaria Misna

9-04-2010

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