Bruly Bouabré, più che un artista

Bruly Bouabré, più che un artista

aprile 2010
Un libro e alcune mostre celebrano l’opera di Frédéric Bruly Bouabré. Disegnatore, poeta, naturalista, ha creato una scrittura africana per salvare dall’oblio la sua cultura.

Artista? Profeta? Scrittore? Poeta? Enciclopedista? Chi è l’ivoriano Frédéric Bruly Bouabré? Rispondere a questa domanda, significherebbe ridurlo a una categoria che non gli corrisponde affatto. L’ha ben capito il francese Philippe Bordas che propone un libro (1) e una mostra (2) sull’uomo che aveva incontrato per la prima volta a Abidjan nel 1993.

Oggi, a 87 anni, Frédéric Bruly Bouabré in Occidente è considerato un artista. Il museo Collection de l’Art Brut a Losanna (Svizzera) gli dedica una mostra fino al 22 agosto. I suoi disegni, vivacizzati da massime, hanno sedotto i collezionisti d’arte, come l’italiano Jean Pigozzi. Realizzati con la penna a sfera e con matite colorate, su cartoni da imballaggio di false ciocche di capelli, sono stati presentati al pubblico in grandi mostre come “Les Magiciens de la Terre” nel 1989 o “Africa Remix” nel 2005. Nel Suo libro Philippe Bordas insiste sulle diverse sfaccettature della personalità di Bouabré.

frederic-bruly-bouabre-pigozzi-collection-89Modesto funzionario dell’amministrazione coloniale, innamorato della lingua francese, Bruly Bouabré riceve una rivelazione l’11 marzo 1948 in Senegal. Dio gli affida una missione: inventare una scrittura puramente africana e salvare dall’oblio la sua cultura “bété” . Il figlio di Zéprégühé si accinge allora al compito.
“Trovare sulla scena della vita umana una scrittura specificamente africana. Questo è il mio desiderio”, scrive (in francese). Egli crea un alfabeto di 448 unità manoscritte e disegnate. Poi concepisce la sua Methodologie de la nouvelle écriture africaine “bété”.

Utilizzando il suo alfabeto per ritrascrivere la sua cultura, si adopera anche a offrire ai suoi ciò che il mondo ha prodotto di meglio. “Ha scritto perfino un adattamento della Divina Commedia di Dante! – dice Philippe Bordas – e recupera il sapere del mondo per riportarlo alle duecento persone della sua etnia”.

I suoi manoscritti si accumulano nelle grosse borse Tati (quelle di tela plastificata a quadri rossi o blu), “al riparo dalle termiti e dalle piogge”.

Le fotografie e soprattutto il testo di Philippe Bordas restituiscono tutta la complessità di Bruly Bouabré, che è insieme poeta, profeta, naturalista, enciclopedista, disegnatore, araldo dell’Africa ed eroe africano.

Talvolta un pochino pretenziosa, la prosa ondeggiante del canto agiografico di Bordas in onore dell’ivoriano non è sempre di facile approccio. Ma il tentativo seduce, e le trovate letterarie finiscono per convincere che, concepire Bouabré in un modo diverso, sarebbe un sacrilegio.

Nicolas Michel su Jeune Afrique n° 2567

1) L’Invention de l’écriture, di Philippe Bordas, Fayard,.144 pagine, 13,50 €.
2) «L’Afrique héroïque», fino al 4 aprile 2010 alla Maison européenne de la photographie (Paris)

19-04-2010

Approfondimenti:


In Italia sono state esposte delle sue opere nella Mostra “Africa? Una nuova storia”, che è stata organizzata a Roma al Complesso del Vittoriano, dal novembre 2009 alla fine di gennaio del 2010

Anche il Tate Museum di Londra (Bankside, London SE1 9TG) ha programmato una rassegna delle sue opere. La Mostra resterà aperta fino a 26 marzo 2011

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