La forza dell’Africa a passi di danza

La forza dell’Africa a passi di danza

maggio 2010
Nora Chipaumire, nata nello Zimbabwe, è una delle ballerine e coreografe più apprezzate nel mondo. Pur auto-esiliatasi dalla sua patria, non ha mai smesso di rappresentarla attraverso un’arte intrisa di forza e bellezza, con cui lancia messaggi di riscatto sociale

Era lo Stato più promettente dell'Africa Australe, almeno tre decenni fa, quando nel 1980 ci furono le prime elezioni libere, dopo un lunga guerra che pose fine alla dominazione dell’élite dei bianchi. Lo Zimbabwe guidato da Robert Mugabe, da Paese relativamente stabile e ricco, definito “il granaio del continente”, è caduto in un baratro oscuro, a livello politico ed economico.

Nonostante le critiche mosse a Mugabe, lo Zimbabwe continua a essere sottoposto a una gestione autocratica e a censura. Circa un quarto dei suoi cittadini ha lasciato la nazione per ricominciare una vita altrove. Tra questi, c’è anche Nora Chipaumire, tra le ballerine africane più stimate a livello internazionale. In realtà, lei lasciò la sua terra d’origine ben prima della decadente involuzione politica del governo capeggiato da Mugabe.

Dopo aver iniziato a studiare danza nel suo paese natale - ed essersi anche laureata in legge - decise di perfezionarsi prima in Senegal, poi a Cuba, Giamaica e negli Stati Uniti, diventati ormai la sua casa adottiva. Lei ha voluto scegliere il cammino dell’esilio per poter esprimere le proprie idee creative liberamente, senza diktat. Le sue produzioni artistiche hanno una forte connotazione politica, intrisi come sono di messaggi socialmente impegnati.

“Il mio obiettivo – ha sottolineato – è spingere le persone verso l’azione. Il mio lavoro è totalmente di propaganda. È un’ardita provocazione per il rispetto dei diritti umani. Il mio lavoro è sinonimo di township, di ambienti urbani. Scandisce il presente. Non riguarda l’era colonialista o post-colonialista. È sugli africani di oggi, che reclamano un’economia equa e non aiuti”.

Speranze e denunce di un’artista


nora chipaumireParole forti, decise, quelle pronunciate da Nora Chipaumire, come lo sono i suoi spettacoli, primo fra tutti Chimurenga, di cui ha curato la coreografia e le luci. Il titolo, in lingua Shona, significa “lotta, rivoluzione”. Il termine, nella tradizionale cultura dei popoli zimbabwani, indica un combattimento in cui ognuno partecipa senza armi.

Nel linguaggio moderno, descrive invece la rivendicazione dei diritti umani, della dignità politica e della giustizia sociale. Lo spettacolo, della durata di un’ora, vede come protagonista Nora Chipaumire: all’inizio, in cui c’è una sorta di blackout, si sentono i suoi piedi nudi scivolare sul pavimento; un parallelogramma di luce scivola in scena e lei, con la testa rasata e il viso spigoloso, respira affannosamente e i movimenti sono pesanti.

È la pesantezza della storia dello Zimbabwe e lei la rivive come fosse una donna sulle barricate, intenta a lanciare sassi immaginari contro il peso della dominazione straniera. Chimurenga si ispira alla seconda rivoluzione dello Zimbabwe per ottenere l'indipendenza negli anni Settanta dal dominio dei bianchi colonizzatori. La guerra di liberazione definita “Chimurenga Chechipiri” era un compimento della profezia di un grande spirito Shona, Mbuya Nehanda, sorella del grande profeta Chaminuka Shona.

Accanto alle sequenze intense di danza, sfilano immagini di paesaggi desolati e in rovina, mentre scorrono in sottofondo composizioni meravigliose di Alex Potts e la musica di un grande musicista dello Zimbabwe, Thomas Mapfumo.

Altrettanto forte è lo spettacolo Lions Will Roar, Swans Will Fly, Angels Will Wrestle Heaven, Rains Will Break: Gukurahundi, un’esperienza visiva e cinestetica che racconta i colori, la vita e le contraddizioni di quattro grandi città dell’Africa, Kinshasa, Johannesburg, Dakar e Lagos. I movimenti danzanti mettono in scena le perdite, i dolori, i traumi causati da un’economia basata sul profitto, che perpetua e rafforza le diseguaglianze sociali.

È anche una denuncia a quei “brand”, quei marchi con cui l’Africa viene ancora bollata: guerra, violenza, safari, esotismo. Nella danza si leggono anche messaggi di riscatto di un'Africa diversa, fondata sulla sua gente, sulle diverse culture, sulle variegate espressioni artistiche. È un richiamo a un’Africa che vuole e che deve celebrare la sua umanità.

Silvia Turrin

Per approfondire:

Il sito ufficiale di Nora Chipaumire

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