Il Festival Mondiale delle Arti Nere

Il Festival Mondiale delle Arti Nere

novembre 2010
Finalmente, la terza edizione dopo oltre tre decenni d’attesa

Il 2010, per l’Africa, è stato un anno importante. Il continente è rimasto infatti sotto i riflettori dell’opinione pubblica internazionale non solo per i mondiali di calcio, ospitati per la prima volta da un Paese africano, ma anche per il 50° anniversario dell’indipendenza di molti Stati, tra cui Benin, Burkina Faso, Madagascar, Mali, Gabon e Senegal.

Proprio quest’ultima nazione, con il sostegno dell’Unione Africana e del suo Presidente della Repubblica Abdoulaye Wade, ospiterà la terza edizione del Festival Mondiale delle Arti Nere. Un evento unico, atteso da molto tempo, visto che l’ultima edizione si è tenuta nella capitale nigeriana, Lagos, nel lontano 1977!

Dopo 33 anni, la ricchezza culturale dell’Africa e dei suoi discendenti sparsi ovunque nel mondo trova un palcoscenico, da dove poter diffondere uno “spirito di rinascita” e quel “nuovo umanesimo” invocato da Léopold Sédar Senghor, ideatore, negli anni Sessanta, del Festival. La prima edizione è stata infatti voluta dal poeta-scrittore, nonché primo Presidente del Senegal indipendente, appoggiato nella sua iniziativa dalla storica rivista Présence Africaine.

Il dinamismo della cultura nera, in Africa e nel mondo

cult-101122 senghor nel 1966 intento a osservare oggetti d arte  africana“Raggiungere una migliore comprensione interrazziale; affermare il contributo degli artisti e degli scrittori neri sul piano internazionale e nelle diverse correnti di pensiero; permettere agli artisti neri di confrontarsi attraverso incontri e dibattiti”.

Erano questi gli obiettivi che Senghor auspicò quando, nel 1966, organizzò a Dakar la prima edizione del Festival, a cui parteciparono personalità di alto profilo, tra cui lo scrittore, anti-fascista e uomo politico francese André Malraux, il poeta e fondatore del movimento letterario della negritudine Aimé Césaire, il grande compositore jazz e direttore d’orchestra Duke Ellington, e la cantante-ballerina Joséphine Baker.

La filosofia che ispirava l’evento era l’affermazione della ricchezza e della pluralità di voci della cultura nera, sia in Africa, sia nel resto del mondo. All’epoca, i Paesi africani stavano allentando i legami con gli ex colonizzatori, ma i neri subivano in molte parti del mondo pesanti discriminazioni: dal Sudafrica con il regime di apartheid agli Stati Uniti, dove esisteva ancora la segregazione razziale. Nello spirito degli organizzatori, il Festival avrebbe dovuto essere un’arena aperta, focalizzata sull’apporto intellettuale e artistico dei neri sul piano internazionale.

La seconda edizione, tenutasi a Lagos nel 1977, ha rappresentato una conferma di quanto dibattuto nella prima, sottolineando il fermento culturale dei popoli neri e il contributo dei neri in diaspora nei luoghi dove erano stati deportati: basti pensare alle Americhe, dal Nord al Sud, le cui economie e le cui arti si sono sviluppate grazie alla forza-lavoro e all’estro creativo dei discendenti degli schiavi africani.

La voce della creatività africana

cult-101122 opera dell artista nigeriano yinka-shonibareQuesta terza edizione, organizzata nelle città senegalesi di Dakar e Saint-Louis, dal 10 al 31 dicembre 2010, vuole mettere in evidenza una “nuova Africa”, cioè libera, orgogliosa, creativa e ottimista, ancora strettamente legata ai suoi discendenti nati oltre i confini del Continente Nero. Paese-ospite d’onore è, non a caso, il Brasile, terra di meticciato e di un’incredibile diversità culturale. Il Festival 2010 vuole essere anche simbolo della fecondità del dialogo tra popoli e culture.

“Un’Africa creativa, aperta al mondo”: è questo il messaggio degli organizzatori della terza edizione. Per realizzarlo, sono previsti eventi multi-disciplinari, mostre, con la partecipazione di artisti neri prestigiosi, esponenti della danza, del cinema, della musica, dello sport, della letteratura, delle arti visivi e architettoniche. La mostra delle arti visive ha come tema “Modernità e resistenza” e tra le opere esposte vi sono anche quelle dell’artista nigeriano Yinka Shonibare.

Maschere, statue, oggetti da cerimonia e della vita quotidiana o simboli del potere e delle tradizioni dell’Africa sono esposte presso il museo Théodore Monod di Dakar, in una mostra che testimonia la storia di un continente da sempre foriero d’ingegno.

Tra i musicisti che vi parteciperanno figurano: Alpha Blondy dalla Costa d’Avorio, Angélique Kidjo dal Benin, Hugh Masekela dal Sudafrica, Lokua Kanza dalla RDC, Youssou N’Dour dal Senegal, Manu Dibango dal Camerun, i Refugees All Stars dalla Sierra Leone, Salif Keita dal Mali, e i Tinariwen dal Niger. Anche gli artisti non africani hanno nomi davvero prestigiosi, come Marcus Miller, bassista, maestro del funk (dagli USA), il musicista e compositore cubano Omar Sosa, l’Orchestre National de Barbès e i Deep Forest dalla Francia.

Tra le mostre in programma vi è anche quella dedicata alle Musiche nere nel mondo, organizzata in collaborazione con il Centro di musica di Bahia, in Brasile. Un omaggio ad artisti quali: John Coltrane, Bob Marley, Miles Davis, Louis Armstrong, Fela Kuti, Ali Farka Touré, Ibrahim Ferrer, Gilberto Gil, Cesaria Evora, Youssou N’Dour, Carlinhos Brown, Alpha Blondy, Mory Kante, Salif Keïta, Ismaël Lo.

Direttore artistico del Festival è Kwame Kwei Armah, drammaturgo, attore e cantante nato nel Regno Unito, il primo artista nero ad aver avuto una sua pièce rappresentata al famoso Garrick Theater di Londra.

Silvia Turrin

22-11-2010


Foto:
1. La locandina e il logo del Festival
2. Senghor nel 1966, intento a osservare oggetti d'arte africana
3. Opera dell'artista nigeriano Yinka-Shonibare

Per approfondire:

  • Il sito ufficiale del Festival Mondial des Arts Nègres (in francese, inglese e portoghese)
  • Un documento video dedicato alla prima edizione del Festival, con riferimenti alla negritudine e alla schiavitù (in francese)

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