UNHCR: 60 anni a servizio dei rifugiati

UNHCR: 60 anni a servizio dei rifugiati

dicembre 2010
L’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati compie 60 anni. Oggi tutela 15,2 milioni di rifugiati, 27,1 milioni di sfollati, 983mila richiedenti asilo. Il commissario António Guterres (già primo ministro del Portogallo) ha chiesto uno sforzo maggiore a livello globale per i problemi che riguardano i movimenti forzati delle popolazioni e l’apolidia. Somalia e l’Afghanistan sono l’esempio di crisi del XXI secolo che si estendono oltre più confini.

“Per tradizione l’Unhcr si è sempre occupato di rifugiati, persone che attraversano un confine a causa di un conflitto o di persecuzioni - afferma Guterres - ma oggi un numero sempre maggiore di persone attraversa i confini a causa della povertà estrema e dell’impatto dei cambiamenti climatici. Si sono formati pertanto nuovi schemi di movimento forzato delle popolazioni i quali pongono nuove sfide che la comunità internazionale deve imparare ad affrontare”.

Nato per assistere i profughi della seconda guerra mondiale

L’Unhcr fu fondato il 14 dicembre del 1950 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il suo compito originario era quello di gestire i rifugiati nell’Europa del secondo dopoguerra, ma le sue competenze si ampliarono rapidamente. Nel 1956 si trovò ad affrontare la sua prima grande emergenza internazionale con l’ondata di rifugiati provocata dai militari sovietici, che soffocarono la Rivoluzione ungherese.

Negli anni sessanta la decolonizzazione dell’Africa provocò la prima delle numerose emergenze del continente per la quale fu necessario l’intervento dell’Unhcr. Nei due decenni successivi, l’Alto Commissariato operò nelle crisi in Asia e America Latina. Oggi l’agenzia si occupa di gravi situazioni di fuga in tutto il mondo. La popolazione totale di rifugiati, sfollati e richiedenti asilo ammonta a 43 milioni di persone.

Oggi l’emergenza è l’Afghanistan e la Somalia

Guterres ha indicato la Somalia e l’Afghanistan come esempio di crisi del XXI secolo che si estendono oltre più confini e richiedono nuovi approcci globalizzati per la ricerca di soluzioni: “Ritengo sia estremamente importante riconoscere che la nostra attività per molte persone ha rappresentato la vita invece della morte, una casa invece della totale miseria, la salute invece della malattia che può anche rappresentare un rischio per la vita stessa, la protezione invece della drammatica violazione dei diritti umani...”.

Il sito italiano dell'Alto Commissariato per i Rifugiati

20-12-2010

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