Siti per promuovere la cultura africana

Siti per promuovere la cultura africana

febbraio 2011
Africultures è una rivista culturale pubblicata dall’editrice parigina l’Harmattan, che anche noi italiani conosciamo perché ha una sua filiale a Torino. Nata nel 1998 come bimestrale, Africultures oggi ha una cadenza trimestrale, rispettata con un po’ di fatica.

Alla sua origine c’è l’associazione che porta lo stesso nome, che ha come scopo di “promuovere la conoscenza e la comprensione delle culture africane, favorendo il dialogo e la riflessione sulle espressioni socio-culturali degli attori di queste culture, in Francia, in Africa e nel mondo”.

Africultures, secondo i suoi ideatori, muove le mosse da un proverbio peul: “gli uomini sono come due mani sporchi: non si possono lavare se una non lava l’altra”. Lavorare insieme, condividere, confrontarsi, criticarsi, ritrovarsi, arricchirsi reciprocamente, tutto questo vuole proporre la rivista agli artisti africani di qualsiasi disciplina, dalla letteratura alla musica, dalla pittura al cinema. Il più grave handicap per la cultura africana oggi è la dispersione e l’ignoranza reciproca.

Viste le difficoltà che trova nel campo della stampa, Africultures ha investito energie e denaro nel sito africultures.com. È un sito moderno, vivace, ricco di informazioni e di stimoli. È il punto di riferimento per tutti coloro che vogliono far conoscere un’iniziativa o un evento che hanno come soggetto o oggetto l’Africa. È anche il mezzo più immediato per rendersi conto della vitalità della comunità africana in Francia.

Attraverso recensioni, commenti e critiche, l’universo della cultura africana ha trovato uno spazio di confronto e di scambio. Benché limitato ai paesi francofoni e alla diaspora in terra francese, africultures.com è un prisma che riflette tutti i colori che assume oggi questa cultura.

Chi è ancora fermo all’Africa delle feste tradizionali e degli usi tribali, rimane sorpreso del cammino che hanno percorso gli artisti e gli intellettuali contemporanei, e si convince che deve cambiare il suo concetto di cultura africana.

Interessante è la suddivisione delle discipline artistico-culturali adottata dal sito. Le categorie principali sono tre: arti visuali, arti della scena e arti della scrittura e della parola. La prima categoria comprende: cinema, fotografia, arti plastiche, design, moda e architettura. Le arti della scena sono: teatro, danza, musica. Quelle della parola: letteratura, poesia, fumetti, storia/società, media/internet, intercultura/migrazioni.

Arte digitale

Il secondo sito che vi segnaliamo proviene dall’Africa anglofona. È un progetto molto originale e innovativo. Si tratta di African Digital Art. L’ideatrice e artefice è Jepchumba, una keniana che risiede e lavora a Chicago. Si definisce “artista digitale”. E così spiega questa nuova forma di arte: “L’arte digitale cult-110214 siti culturali 2permea tutto il web, benché la sua precisa definizione non è ancora chiara. L’arte digitale copre un’ampia gamma di produzione artistica: audio, video, animazione, progetti interattivi, siti web, arte grafica e design”.

Con lei collaborano una decina di artisti, designer, informatici, di varie nazionalità africane.

Il sito vuole essere uno spazio creativo collettivo, dove esporre le proprie opere, entrare in contatto con altri artisti, trarre ispirazione. Ma allo stesso tempo vengono segnalate iniziative, mostre, convegni su tutto ciò che ha a che fare con l’arte e la cultura contemporanea africana.

È un sito che non lascia indifferenti, che investe il lettore con la sua ventata di creatività, che lo sommerge di stimoli, di proposte, di cose da vedere, ascoltare, apprezzare. Non è organizzato, come ogni altro sito, con sezioni e con bottoni. L’intera superficie dello schermo è tappezzata dalle mini-locandine degli eventi, incastonate tra di loro su più colonne. Ogni locandina sembra fare a gara con le altre per attirare l’attenzione del lettore.

L'Africa lusofona

cult-110214 siti culturali 3Anche l’Africa lusofona ha da poco un sito di promozione e diffusione culturale. Si tratta di Buala. Lo hanno creato nel 2010 due giovani portoghesi, Marta Lança e Francisca Bagulho. Si presenta come “un portale web interdisciplinare di riflessione, critica e documentazione sulle culture africane contemporanee di lingua portoghese”. Il sito affronta temi artistici e culturali, ma anche politici e storici.

Il nome del sito viene da un termine di una lingua locale dell’Angola, il kimbundo, e significa casa, villaggio, comunità dove avvengono gli incontri.

I collaboratori sono una ventina, la maggior parte dei quali portoghesi. L’Africa che viene dipinta è soprattutto quella delle ex-colonie portoghesi e della sua diaspora. Da questi paesi il sito raccoglie commenti, immagini, progetti, memorie.

Ci sono sezioni specifiche per il cinema, i libri, la fotografia, segnalazione di eventi in Africa o in Portogallo. Non è solo un contenitore di segnalazioni e recensioni, ma soprattutto uno stimolo alla creatività, alla riflessione, alla critica.

L'Italia

E in Italia? Qualche anno fa era nato il sito Kisanji.

Era l’opera di un gruppo di africani e italiani, che aveva come fine di divulgare in Italia la cultura africana, nelle sue accezioni contemporanea, popolare, storica. Si presentava con uno stile spartano, ma fortemente autentico.

Il nome deriva da uno strumento musicale tradizionale, tipico di alcuni paesi dell’Africa centro-meridionale. Purtroppo questo strumento oggi è silenzioso: il sito infatti non è più aggiornato da un anno.

Il sito è organizzato in sezioni, la principale della quale è dedicata ai musicisti, individuali e gruppi. Un’altra sezione riguarda la segnalazione di articoli di attualità, di politica, di cultura. Importante è il Calendario: una raccolta di tutti gli eventi italiani che coinvolgono l’Africa e gli africani. C’è poi la Free encyclopedia, una specie di wikipedia africana, le cui voci sono scritte dai lettori.

Peccato davvero che questo progetto sia per il momento bloccato.

Wiki Arte

cult-110214 siti culturali 4Segnaliamo anche il progetto WikiAfrica/Arte nel quale sono molto attivi gli italiani.

Si rivolge a artisti, critici, docenti, collezionisti, musei, proponendo a tutti un portale dell’arte africana. In questi due anni di esistenza, WikiAfrica ha proposto e organizzato importanti eventi, come Afropixel, il primo festival di arte digitale africana, svoltosi a Dakar, e il workshop internazionale Ars&Urbis a Douala.

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