Basilica di Saint-Anne di Brazzaville: opere terminate

Basilica di Saint-Anne di Brazzaville: opere terminate

marzo 2011
La basilica di Saint-Anne a Brazzaville, capitale della Repubblica del Congo, può finalmente dirsi compiuta. I lavori di costruzione erano iniziati nel lontano 1946, e temporaneamente interrotti nel 1951. Del disegno originario mancava il campanile, che, dopo molta attesa, è stato finalmente aggiunto al corpo della chiesa, dandole un aspetto caratteristico.

La basilica di Saint-Anne è certamente il monumento artistico e storico più significativo del paese, e lo si può includere, senza obiezioni, tra i più importanti monumenti religiosi dell’Africa Centrale.

La sua storia comincia nel 1936, quando il vescovo di Brazzaville, Paul Biéchy, vede la necessità di unire in un solo luogo di culto i cristiani dei due quartieri della capitale dell’ex-colonia francese. Il primo quartiere era quello moderno, abitato dagli europei e dai congolesi più evoluti, che collaboravano nell’amministrazione coloniale. L’altro quartiere, chiamato Poto-Poto, era invece popolato esclusivamente da neri, venuti dalla campagne e attirati dalla città, e riproduceva modi di vita tipicamente africani.

Una chiesa che sia non solo simbolo, ma anche vettore di unità

In quest’ultimo quartiere si erano moltiplicate le conversioni, e la vecchia chiesa non bastava più a contenere i fedeli. Ma Mons. Biéchy non voleva che nella partecipazione si riproducesse la divisione coloniale. Voleva una grande chiesa, dove europei e africani si sentissero uniti dalla stessa fede.

Affida il progetto all’architetto Roger Erell, e il governatore generale della colonia, Félix Éboué, approvata l’idea, dona un grande terreno. Il vescovo incarica il p. Nicolas Moysan di seguire i lavori.

L’architettura della chiesa è pensata da Erell come una fusione di elementi europei e africani, con l’apporto di tecniche occidentali e insieme l’uso di numerosi materiali locali, come il gres della zona di Djoué e i mattoni di argilla cotti sul posto. L’architetto francese chiama numerosi artisti locali a collaborare alla realizzazione del progetto. Eccelle tra tutti Benôit Konongo, che scolpisce diverse statue di rara bellezza.

Elementi artistici ispirati alla cultura congolese

chs-110303 saint-anne 1Il tetto è ricoperto di tegole di colore verde, che nella forma e nella disposizione richiamano le scaglie di un serpente. Ai ferri di lancia delle tribù del nord si ispirano gli archi a ogiva molto acuta, che non sono posati su pilastri, ma scendono fino al suolo. La tribuna, in ferro battuto, riprende i motivi dei pugnali rituali tradizionali, mentre la volta, alta 22 metri, si ispira alle capanne a forma di proiettile, tipiche del confinante Camerun.

Eretta al rango di basilica e consacrata nel 1949, comincia a svolgere le sue funzioni liturgiche e ad accogliere migliaia di fedeli. I lavori di costruzione però non sono terminati, visto che del progetto di Erell manca il campanile, disegnato a forma di freccia, da erigersi sopra l’ingresso della basilica.

Siamo però nel dopo-guerra, ed è difficile raccogliere i fondi per la continuazione dell’opera. Per questo la ripresa dei lavori è continuamente ritardata, e il progetto di costruzione del campanile languisce nel cassetto.

Le stigmate della guerra sulla cattedrale


Nel 1997 avviene un fatto grave e increscioso: la basilica viene bersagliata dalle milizie che si combattono nella guerra civile congolese, che non si fermano davanti alla sacralità del luogo. Bombe e pallottole feriscono dolorosamente il monumento religioso, e i danni provocati rimangono come delle stigmate delle guerra fratricida.

Quando il paese ritrova la stabilità, ci si mette all’opera per restaurare l’edificio. Il rinnovato interesse della città e di tutto il paese per il valore artistico-religioso della basilica fa riaffiorare dal dimenticatoio il progetto del campanile.

Il campanile, finalmente edificato

chs-110303 saint-anne 2Il vescovo di Brazzaville, Mons. Milandou, incontra l’architetto Pierre Antoine Gatier, e gli mostra i disegni lasciati dai suoi predecessori. La sfida è raccolta, e da varie parti giungono segni concreti di sostegno. Il campanile è costruito a partire da una struttura metallica snella e slanciata, che viene poi ricoperta di tegole di colore verde, della stessa forma di quelle che coprono il tetto, ma fabbricate con del rame. Nella parte più, bassa, quella che appoggia direttamente sul parallelepido già predisposto sulla parte anteriore del tetto, sono collocate le campane.

Il costo dei lavori di restauro e di edificazione del campanile ammontano a circa 5 milioni di euro, che sono stati coperti oltre che dalla chiesa congolese e dalle offerte private, anche da un sostanzioso contributo del governo.

11-03-2011

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