Un nuovo Sudan: il Sud

Un nuovo Sudan: il Sud

luglio 2011
Il 9 luglio il Sud Sudan diventa ufficialmente indipendente dopo un lungo e doloroso percorso iniziato già alla fine del periodo coloniale e caratterizzato da due guerre civili intervallate da un breve periodo di instabile pace.

La Campagna Italiana per il Sudan si unisce ai festeggiamenti del popolo sud-sudanese che celebra il compimento del suo diritto fondamentale di autodeterminazione. Tuttavia non può non rilevare con preoccupazione che sono troppe ancora oggi le incognite e le incertezze che minacciano seriamente la stabilità e il rispetto dei diritti fondamentali sia nel Sudan sia nel Sud Sudan, come i fatti di queste ultime settimane dimostrano chiaramente. Si augura che il 9 luglio, grazie all’impegno dei diversi attori presenti sulla scena sudanese - locali e internazionali, rappresentanti dei governi, delle istituzioni internazionali e della società civile - possa diventare la data d’ inizio di un percorso virtuoso, seppur complesso e denso di insidie ma anche di speranze, verso la pace e la stabilità dei due nuovi paesi che si andranno a costituire.

Con il referendum di autodeterminazione svoltosi nello scorso mese di gennaio, atto finale del processo messo in moto con l’Accordo Globale di Pace (CPA) firmato nel gennaio del 2005 a Nairobi dai due contendenti, l’NCP (National Congress Party) e l’SPLM/A (Movimento di liberazione del Popolo del Sudan), i cittadini del Sud Sudan hanno scelto nella stragrande maggioranza la secessione dal Sudan.

La regolarità con cui le operazioni referendarie si erano svolte e le dichiarazioni del presidente sudanese Omar Hassan El Bashir di accettazione piena della volontà espressa dai sudanesi del Sud avevano fatto sperare che si potesse arrivare ad una separazione pacifica e alla costruzione di relazioni di buon vicinato, indispensabili per la stabilità dei due paesi e dell’intera regione e per la messa in moto di un processo di sviluppo necessario per rendere la pace duratura. Purtroppo non è stato così.

Nei sei mesi intercorsi tra il referendum e la proclamazione dell’indipendenza, si sarebbero dovuti trovare accordi su molti rilevanti problemi ancora aperti nella definizione dei rapporti tra i due paesi, e in particolare:
- il referendum di autodeterminazione per la zona di Abyei;
- la consultazione popolare nel Sud Kordofan e nel Blue Nile,
- la definizione di tutta la linea di confine,
- la divisione delle royalty del petrolio,
- le questioni relative alla sicurezza, compreso lo status delle forze SPLA nel Nord Kordofan e nel Blue Nile,
- le questioni relative alla cittadinanza e alla circolazione dei beni e delle persone.

Nonostante gli sforzi di mediazione della comunità internazionale, a nessuno di questi problemi è stata trovata una soluzione concordata. Ancora una volta si è preferito percorrere la via della destabilizzazione dell’avversario e affidarsi alla forza delle armi.

La Campagna Italiana per il Sudan, preoccupata per il futuro dei due paesi, per la stabilità dell’intera regione, per le sofferenze senza fine della popolazione, per le gravi violazioni dei diritti umani non solo nelle zone di conflitto, si unisce alle altre reti internazionali che monitorano la situazione sudanese nel chiedere ai governi del Sudan e del Sud Sudan un impegno immediato per il cessate il fuoco e la garanzia dell’assistenza umanitaria alla popolazione, e a tutti coloro che hanno a cuore il futuro di pace dei due paesi un impegno di lungo periodo per la costituzione di due Stati fondati sull’inclusione etnica, sociale e politica, in cui i cittadini possano godere del rispetto delle libertà individuali e collettive e dei diritti riconosciuti dai trattati internazionali vigenti.

Nell’immediato, quindi, chiede ai governi del Sudan e del Sud Sudan:

- di adoperarsi per far cessare immediatamente la voce delle armi, sia quella degli eserciti regolari che quella delle milizie e dei gruppi ribelli
- di facilitare le operazioni umanitarie di soccorso alla popolazione civile vittima dei conflitti su tutto il territorio dei due paesi
- di garantire il rispetto delle convenzioni internazionali in materia di protezione della popolazione civile e di rispetto dei diritti umani nelle situazioni di conflitto
- di dar seguito concreto agli accordi firmati ai tavoli delle trattative in materia di cessate il fuoco, di ritiro delle truppe dai territori contestati, di smilitarizzazione delle zone di confine
alla comunità internazionale,
- di continuare e rafforzare l’impegno diplomatico per un cessate il fuoco e l’accordo tra le parti nei conflitti al momento in corso
- di adoperarsi per l’assistenza umanitaria alla popolazione vittima di questi conflitti.

Nel lungo periodo la Campagna Italiana per il Sudan chiede ai governi del Sudan e del Sud Sudan:
- di garantire un processo costituzionale democratico, partecipato ed inclusivo, al fine di evitare altri potenziali conflitti futuri
- di garantire i diritti dei cittadini dei due nuovi paesi sui due territori
- di facilitare il passaggio di persone e merci attraverso il nuovo confine, in modo da permettere la continuazione dei legami economici e sociali esistenti
- di impegnarsi per un dialogo e una collaborazione reciproca, condizione necessaria per assicurare pace e stabilità tra i due Paesi e nell’intera regione
- di impegnarsi a trovare soluzione ai molti rilevanti problemi ancora aperti nella definizione dei rapporti tra i due paesi, nello spirito del CPA
alla comunità internazionale
- di monitorare strettamente e sostenere la realizzazione degli impegni presi dai due contendenti al tavolo delle trattative, anche con un sistema di incentivi e sanzioni
- di adoperarsi per il sostegno alla popolazione civile sia nell’emergenza che nell’avvio del processo di sviluppo necessario a rendere duratura la pace
- di sostenere gli sforzi della società civile nei due paesi di diventare agente effettivo di riconciliazione e sviluppo
- di sottolineare ai due governi che il processo di democratizzazione, avviato con la firma dell’accordo globale di pace – CPA - deve continuare per la stabilità dei due paesi e dell’intera regione
- di fare in modo che tutti gli attori internazionali partecipino in maniera attiva e positiva alla costruzione della pace e della stabilità tra e nei due paesi e nella regione.

Impegno dell’Italia

La Campagna Italiana per il Sudan ritiene che per l’Italia sia fondamentale e oggi più che mai necessario un impegno per la pace, la stabilità e il rispetto dei diritti umani nei due paesi che con il 9 luglio andranno a costituirsi.

E’ prevedibile che il Sudan si avvicinerà maggiormente, da un punto di vista geo/politico, ai paesi e alle dinamiche dell’Africa Settentrionale e più in generale dell’area mediterranea, d’importanza strategica per l’Italia.

Il Sud Sudan, invece, andrà a collocarsi in quel Corno d’Africa allargato, da sempre e ancora prioritario nell’impegno italiano nel continente. La Campagna Italiana per il Sudan ritiene che l’Italia non possa permettere che il Sud Sudan vada ad aggiungersi alla lista degli stati falliti, che elenca ai primi posti paesi dell’area, quali la Somalia e l’Eritrea, situazioni per le quali non mancano responsabilità italiane.

Di conseguenza invita il governo italiano e la maggioranza che lo sostiene:
- a rafforzare la sua presenza diplomatica e il suo contributo allo sviluppo dei due paesi, anche in considerazione del ruolo ricoperto durante le trattative che portarono alla firma del CPA, insieme a Stati Uniti, Gran Bretagna e Norvegia, come paesi “amici dell’IGAD”
- a riconoscere immediatamente il Sud Sudan e da subito avviare relazioni diplomatiche con il nuovo paese
- ad adoperarsi in sede di Unione Europea e Nazioni Unite perché gli impegni richiesti alla comunità internazionale, e sopra esposti, siano attuati, e con una partecipazione attiva del nostro paese
- a condizionare gli aiuti ai due governi allo sviluppo di principi di governance inclusivi e rispettosi dei diritti di tutti i cittadini, valorizzando le differenze di genere, di etnia, di religione e di cultura.

Ai parlamentari dell’opposizione chiediamo:
- di utilizzare tutti i mezzi a loro disposizione per far pressione sul governo affinché rafforzi il suo impegno nel Paese secondo i principi sopra esposti
- di adoperarsi nelle Commissioni Esteri di Camera e Senato perché l‘agenda dei lavori tenga in debita considerazione la nuova situazione che si viene a creare.

La Campagna Italiana per il Sudan si impegna a continuare il monitoraggio della situazione nei due paesi e invita ancora una volta tutti i soggetti interessati, i governi, le parti politiche e le organizzazioni della società civile dentro e fuori dal paese, a mettere al centro dell’attenzione i cittadini, i loro diritti e la loro sicurezza e a mettere in moto ogni sforzo necessario ad ottenere una genuina riconciliazione e ad assicurare una transizione e un futuro pacifico a tutta le persone in Sudan e in Sud Sudan.

In occasione dell’indipendenza Campagna Sudan ha pubblicato “Un nuovo Sudan: il Sud”, dossier di approfondimento scaricabile dal sito www.campagnasudan.it .

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