Madri

Madri

luglio 2011
+228. Il prefisso telefonico del Togo. Sulla costa dell’Africa Occidentale. Dal campo dei rifugiati creato per le migliaia di cittadini della Costa d’Avorio fuggiti dalla guerra e dalla follia che solo il potere può inventare.

Proprio da qual campo ha chiamato la madre pregando di fermare suo figlio,i tre nipoti , la moglie e una signora. Erano passati oltre due settimane fa da Niamey. Scappati dal campo profughi per andare in Marocco e poi in Canada o comunque fuori dell’Africa madre matrigna per troppi.

Piangeva la madre quando l’ho informata che avevo scongiurato il figlio di tornare indietro e non buttar via la vita dei figli. Loro che ancora dovevano assaggiare il gusto dolce e amaro della vita. Piangeva la madre e si affacciavano i santi e quel dio che le madri invocano quasi sempre non appena sembra allontanarsi dai loro figli.

Le altre donne e i figli sono tornate ieri in Togo nel campo profughi da cui erano fuggite qualche giorno fa e allora una di loro le ha passato il numero di telefono. Dopo averle convinte a tornare indietro la madre pensa che anche l’altro miracolo accada. Che suo figlio torni a casa da lei e poi si vedrà.

Il suo cuore di madre non potrebbe reggere al pensiero di suo figlio inghiottito dalla sabbia del mare e dal mare di sabbia del deserto. Mentre le signore si trovavano a Niamey è nato il bimbo in terra nigerina e lo hanno chiamato come si chiamano i maschi nati quel giorno.

Sperano lo sia possa ancora fermare ad Agadez. Oppure più avanti verso il confine da dove scappano quelli che erano partiti e tornano quelli che scappano. Dalla miseria resa vergognosa per la graduale eliminazione dei poveri.

Guerre e aggiustamenti strutturali e microcrediti per l’indigenza diffusa e programmata. Governanti ostaggi di loro stessi e dei poteri forte dell’Occidente e dell’Oriente,ormai. Pregava e piangeva la madre e forse suo figlio sarà stato accolto in uno dei ‘ghetti’ di Agadez oppure in viaggio nel deserto.

Ora che il prezzo del gasolio è triplicato e hanno dovuto fermare i viaggi da Dirkou a Agadez per mancanza di soldi. Forse sarà in viaggio oppure ancora cercando di mettere insieme il denaro per i traghettatori del deserto e del mare. Per molte delle donne diventano le prove di vendita all’orgasmo rubato del deserto.

La madre pensava soprattutto ai tre piccoli che ancora dovevano iniziare l’altro viaggio e spera solo nel ritorno. Diceva anche che bisognava dirgli che aveva pronto il biglietto di aereo in Togo. Per andare dove voleva. Ma che prima doveva tornare indietro.

Le madri del Senegal hanno pianto e gridato e supplicato i loro figli di non partire sule canoe della morte verso le isole Canarie. Si sono organizzate, le madri. Hanno ottenuto che altri smettessero di partire perché li avevano portati per nove mesi dentro il loro corpo.

Non volevano che questo tornasse inghiottito dal mare e dall’avidità dei politici che tutto hanno venduto per farne la tomba. Anche Sara, madre Eritrea di Genova da anni, ha pianto suo figlio che dal Mediterraneo è stato reso immortale dopo averlo seppellito dalla vergogna. Aveva passato anni nei campi di detenzione in Libia e lo lasciavano chiamare sua madre perché gli mandasse soldi.

Finché arrivò la grande occasione della sua vita. L’ultima che solo la madre Sara avrebbe potuto raccontare e piangere nella chiesa di san Pietro in Banchi dove una volta al mese si incontrano gli Eritrei di rito cattolico. Sara ha fatto arrivare a Genova sua figlia che con gli occhi scuri sorride ancora di stupore.

+228. Il prefisso telefonico del Togo. 70599414 è il numero che mi ha detto di chiamare quando avremo convinto suo figlio a tornare. Avrebbe voluto piangere come solo le madri sanno fare quando spargono le lacrime come fossero sorgenti che nascono dalle rocce.

Ha detto di chiamarla a quel numero non appena avremo rintracciato e convinto il figlio a tornare dalla madre. Erano passati da Niamey e quando avevo detto loro di pensare ai figli piccoli forse non è bastato. Avrei dovuto parlare delle lacrime delle madri.

P. Mauro Armanino, Niamey

9/07/2011

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