Il Destino di Yvette

Il Destino di Yvette

giugno 2012
Magari tutto è già stato scritto. Oppure rimangono i margini. O allora gli spazi tra una parola e l'altra. Il Destino di Yvette si è fatto in modo che suo figlio nascesse a Niamey qualche giorno fa. Nella maternità di Yantala di mattina verso le sette. Il primo figlio di Yvette che non sa dove si trova il padre del bimbo.

Lei è nata a Kinshasa, capitale della Republica Democratica del Congo. Orfana di padre è stata allontanata dalla casa ad opera della matrigna. Dopo un fallito tentativo di convivenza con la sorella maggiore si è trovata sulla strada appena adolescente. Per trovare un posto a dormire al mercato ha dovuto pagare col suo giovane corpo. Sulla strada si imparano cose e mestieri. Si cammina di notte e succede di incontrare buona gente che apre la propria casa.

E' andata così e Yvette si è trovata a fare la piccola governante della seconda donna di un poliziotto. Un altro inconveniente carnale l'ha fatta estromettere anche da questa casa. Yvette si trova di nuovo sulla strada e stavolta è una signora che la prende a benvolere e la porta con sé nel vicino Congo Brazzaville. La signora, coinvolta nel commercio con il Benin è arrestata per insolvenza e Yvette si mette ancora sulla strada.

E stavolta è un nigerino che la incontra a Cotonou, nel Benin. Commercia con talenti calcistici tra l'Africa Occidentale e la Francia. Fa crescere i bambini prescelti e quando l'età si fa compatibile organizza i provini con le società calcistiche. Questo mestiere lo fa stare assente spesso e Yvette impara a dialogare con le sue solitudini di giovane donna. Il suo compagno vuole darle anche il suo dio. E' un musulmano e le insegna come fare le abluzioni, come purificarsi e come pregare.

Le insegna anche come vendersi senza ammalarsi. Come frequentare i locali notturni e come svestirsi bene per piacere ai clienti. Dare ma non molto. Mostrarsi ma non tutta. La invita a cantare perché si accorge che Yvette ha una bella voce. Era un membro della corale nella chiesa che frequentava da bambina. Pubblica anche alcune cassette di musica e ha conservato uno dei manifesti che la mostrano in scena.

Con lui si spostano in Ghana e poi in Togo. Finalmente il suo compagno, di origine nigerina, le chiede di accompagnarla in Mali per rincorrere altri talenti di calcio. Ed è allora che arriva, attesa e prevista come un'incognita, la guerra. Devono scappare entrambi mentre Yvette è incinta e si trova a poche settimane dal parto. Arriva un giorno e chiede aiuto perché nel frattempo il padre del bambino è scappato e la famiglia non vuole sapere nulla della faccenda. Sola come agli inizi e come sempre si trova a passare da un ufficio all'altro e da una chiesa all'altra.

Nasce il bimbo mentre si trova ospite di una chiesa neo pentecostale del centro di Niamey. Con circa un centinaio di fedeli e quasi tutti di origine straniera compreso il pastore. Anche il custode della chiesa è straniero e avrebbe voluto essere riconosciuto come rifugiato. La sua domanda è stata rifiutata dalle autorità nazionali. Lui in cambio e a causa del nome, non ha rifiutato di accogliere Yvette a casa sua. Una piccola camera ritagliata sull'angolo della casa parrocchiale. Dice di chiamarsi Destin, Destino.

Tutto allora diventa improvvisamente chiaro. C'è sempre da qualche parte un Destino e dall'altra Yvette e il neonato. Lo porta come un principe e chiede se conosco per caso un padre che ne voglia prendere cura. E come nome ha detto che vuole dargli un nome anche difficile a pronunciare. Il primo sarà quello di suo padre e l'altro ha detto di scriverlo su un foglio. Mauro sarà l'altro suo nome del Destino. Quello che rimane da scrivere nei margini.

Mauro Armanino,

Niamey, giugno 2012

SMA, via Borghero 4 - 16148 Genova - info(at)missioni-africane.it - Web Design & CMS RossiWebDesign/Siti Web Genova