I primi passi di Lilly

I primi passi di Lilly

novembre 2012
lilly
Lilly era nata da qualche mese quando sua madre Kadja l'ha lasciata alla nonna. Il padre di Lilly aveva scoperto che poteva giocare in una squadra di calcio. Il loro viaggio per Khartoum era stato penoso come accade quando non si arriva mai. In fretta per il marito di Kadja era iniziato l'altro ruolo. Quello nella squadra della prigione nella capitale del Soudan. Lei dice di non sapere il motivo per cui imprigionavano suo marito e si è stancata di aspettare. Non vedeva Lilly da oltre un anno eppure era lei che l'aveva ospitata per nove mesi. Lilly nel frattempo era cresciuta e forse aveva iniziato a camminare i primi passi migranti.

Kadja ha scelto di tornare in Sierra Leone da dove era partita da oltre un anno. Alla frontiera col Tchad le hanno puntato una pistola alla tempia e l'hanno rapinata di tutto. In cambio le hanno consegnato la vita per tornare al suo paese. Ha la nostalgia di sua figlia prestata alla nonna per mancanza di madre. Il percorso inverso l'ha portata dal Tchad alla Nigeria passando dal Cameroun. Il Niger di Niamey è una delle tappe prima del ritorno. Traversando il Mali in guerra e la Guinea che confina con la Sierra Leone. Non le rimane nulla a parte un documento di riconoscimento inventato a Khartoum. Il Centro Internazionale per i Diritti Umani della capitale le ha rilasciato una tessera di plastica. La foto col velo che le accarezza il volto e lo rende ancora più straniero. Il KICHR scrive solo in lingua araba e per motivi politici ha spostato la sede nel Sud Soudan. Un nuovo stato riconosciuto che le cartine dell'Africa fanno ancora fatica ad inserire.

Kadja è partita di fretta il pomeriggio stesso alla volta del confinante Burkina Faso. Lilly si trova ancora lontana ma meno di prima e dovrebbe aver cominciato a muovere i primi passi. Ha imparato quando si trovava dentro di lei. In quello spazio di donna c'era una sola piccola e fragile frontiera da passare. Ora Lilly guarda l'attesa che sua madre torni dal viaggio . Kadja ha preso un taxi a buon mercato che la traghetta fino alla prossima destinazione.

L'altra destinazione invece è quella di Linda che si sposa il 15 dicembre a Niamey. Il suo prossimo marito si chiama Léonard e si sono conosciuti da fedeli nella chiesa chiamata CELPA. Che è la federazione delle Comunità delle Chiese Libere Pentecostali dell'Africa. Dopo essere stata ripudiata da un matrimonio combinato per uscire dal suo paese in guerra si sposa a dicembre. E' originaria della Repubblica Democratica del Congo e sua madre ha ricevuto la dote nel paese. Secondo la tradizione si tratta dell'equivalente di 10 capre il cui valore ammonta a 500 dollari statunitensi. Era vestita da studentessa e partendo ha lasciato il profumo di un sorriso da sposa. Anche suo marito è del Congo e lavora come può nella chiesa dove si sono incontrati. Dopo il matrimonio diventerà anche lui pastore della chiesa di casa sua.

Terry invece che pastore è diventato un commerciante e faceva la spola tra il Nord Africa e la Liberia. Ha passato oltre 3 anni in Bangladesh per lo stesso motivo. Commerciava abiti e forse anche altre cose. Si sentiva a disagio tra la povertà, lo sfruttamento e il razzismo quotidiano. Vorrebbe tornare a casa sua prima di Natale perché c'è suo figlia di nome Mamy. Ha 9 anni passati lontano con la madre che si chiama Teresa. Steve dice di avere un figlio che si chiama Delicious. Era partito anche lui per giocare con la vita. Ha 31 anni e pensa che è l'ora di tornare prima che sia troppo tardi. Otello poi sembra geloso solo della sua libertà. Con i suoi 52 anni è l'anziano di turno. Vuole tornare al paese che ha abbandonato dalla guerra del 2003 mentre lui commerciava al porto.

Kadja dice che non lascerà più il suo paese perché nulla vale la libertà perduta. E Lilly invece cammina i passi che sua madre le ha prestato prima di partire.

Mauro Armanino,

Niamey, Novembre 2012

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