Magi. Migranti e Recinzioni

Magi. Migranti e Recinzioni

gennaio 2013
I nuovi magi non potevano arrivare. Ora in Israele ci sono muri che separano altri muri. E una recinzione di 230 kilometri appena completata lungo la frontiera con l'Egitto. Non avrebbero avuto modo di raggiungere dove li portava il vento. Sarebbero stati fermati molto prima da un sofisticato sistema di controllo. Il mese scorso sono passati 36 migranti subito arrestati . Lo stato di Israele ha investito 420 milioni di dollari per costruire e equipaggiare la recinzione. I migranti magi non potevano arrivati al tempo stabilito. Sarebbero stati detenuti in uno dei campi costruiti a questo scopo nel deserto. Capiscono che non è oro tutto quel che luccica. Sanno che l'incenso è quello che si sacrifica sull'altare della sicurezza di pochi e nell'indefinita erranza dei più. L'olio di mirra è l'unica cosa da utilizzare perché sono molti i corpi morti lungo le strade. La terra promessa è da tempo una fortezza recintata. Si protegge e si difende come un privilegio ciò che separa in due la storia.

Juliette è orfana ed è nata di lunedì. L'hanno chiamata Adjara come la madre che non ha avuto il tempo di conoscere. Ha portato da mangiare ad un togolese che si trova in carcere a Niamey. Si sono conosciuti nel bar dove lei lavora. Dalle 21 alle 6 di mattina da più di un anno è un orario che non le dà tregua. Juliette ha vissuto per anni con la nonna. Per non farla soffrire l'ha lasciata di nascosto per raggiungere Niamey. Sostiene che come Dio le ha dato quel lavoro solo Dio potrà dargliene un altro migliore. Offre da bere ai clienti che sono per buona parte stranieri. Dice che i clienti nigerini a volte dimenticano di pagare quanto hanno consumato. Spesso oltre le bevande alcuni si aspettano anche altri servizi da lei che pensa di avere 20 anni. Non hanno registrato il giorno della sua nascita e sono andati a memoria. Juliette dice che è stanca di quel lavoro. Le mance e gli altri servizi fanno crescere l'invidia e la concorrenza tra di loro. Dice che non è il caso di ascoltare quello che le altre dicono di lei. Le ragazze del bar sono 7. Lei è tra quelle che non si vende come una merce di scambio.

La nuova recinzione è alta 5 metri. Quella invisibile invece molti di più. Costruita com'è alla frontiera con l'Egitto avrebbe anche impedito all'altra famiglia di fuggire la persecuzione. La rete è stata progettata per impedire a militanti sospetti, ai narcotrafficanti, ai richiedenti asilo e ai migranti di passare la frontiera con Israele. La possibilità che tra i migranti ci fossero anche dei magi non è stata finora resa nota. L'anno scorso oltre 2 000 di loro sono entrati nella terra che all'inizio era per gli orfani, le vedove e gli stranieri. In due anni di lavoro è stato fatto l'impossibile. Neanche Dio era arrivato a tanto in così poco tempo.

Marie Laure non aveva mai insegnato prima. Aveva una domestica, un marito e un paese. Ora nessuno di questi è con lei in Niger. Solo i due figli che del padre portano vagamente l'immagine. Fa l'apprendista maestra di una classe con 106 bambini. Da tempo ha smesso di fare l'appello e si limita a domandare gli assenti ai presenti. Dice che David avrebbe bisogno di un padre e che è difficile chiedergli qualcosa. La piccola invece l'ascolta ancora e entrambi sono contenti quando hanno da mangiare e poi guardano le trasmissioni per i bambini. La sorella di Laure è in Francia e l'aiuta come può. Vorrebbe potersi sposare di nuovo e partire lontano dalla terra dove si trova. E neppure si sente di andare dove ha lasciato il passato che non torna.

Gli altri magi sono arrivati in capitale a distanza di giorni. Tutti espulsi dall'oriente e in particolare dal Sudan. Solo uno di questi ha provato ad arrivare fino all'ultima recinzione che si trova in Marocco. L'hanno accompagnato fino alla frontiera del deserto col deserto in Algeria. Si chiama Prince e con lui adesso i re magi fanno quattro. I loro documenti devono essersi smarriti da qualche parte alla frontiera mentre requisivano la metà dei loro bagagli e dei soldi. La stella invece era riuscita a sfuggire ai controlli.

Mauro Armanino,
gennaio 2013, Niamey

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